Curatore d'Arte

Elena Mutinelli, il particolare e l’insieme

Il particolare e l’insieme

Le opere di Elena Mutinelli sono allo stesso tempo un trattato di anatomia e un condensato di quella parte di storia dell’arte dedicata alla scultura.  Questo accade perchè  la Mutinelli possiede un talento cristallino affinato nello studio e nel lavoro come ampiamente descritto, tra gli altri, da Alessandra Redaelli, Bianca Laura Petretto, Michele Tavola, Mauro Pecchenino, Martina Corgnati, Vittorio Sgarbi, Angelo Crespi.

Dai particolari delle sue opere lo sguardo viene catturato e invogliato a spaziare sulla figura complessiva per poi ritornare al dettaglio, allo stesso modo in cui abbiamo imparato a visualizzare le immagini sui nostri smartphone impiegando indice e pollice per allargare e diminuire il campo di osservazione. L’insieme crea l’emozione, il particolare la  sedimenta. Nei dettagli ci sono Michelangelo, Leonardo, Donatello,  Bernini, Giuseppe Sanmartino, Canova, Camille Claudel, Cornelis Escher, Marco d’Agrate…

Nell’insieme c’è esclusivamente Elena Mutinelli con la sua profonda unicità.

Giorgio Bertozzi Roma, aprile 2021 L’artista Elena Mutinelli è presentata dalla Galleria Etrastudio Tommasi 

Vittorio Sgarbi

NOI, NEANCHE DANNATI Il principale orgoglio di Elena Mutinelli è di essere stata e di essere, in diversi tempi e in diversi modi, collaboratrice della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano: un rapporto intenso e attivo con le opere in marmo cresciute sul grande edificio, in un interrotto percorso, dal medioevo a oggi, con interventi e sostituzioni, senza soluzione di continuità. Così la sua ricerca non ha un inizio, ma è dentro una storia che non finisce. I volti dei suoi personaggi, delle sue maschere grottesche, dei suoi dannati, delle sue donne, dei suoi tipi umani che, a giudicare dai disegni, risalgono a Leonardo e ancora prima, sono i volti delle grandi sculture del Duomo che si riproducono, muoiono e rinascono.

E la Mutinelli è attratta in particolare, per sua inclinazione, dalle espressioni dei volti e dalle forme delle mani, parlanti e vive. Naturalmente, nelle sue composizioni, fortemente realistiche, si sente anche il peso dei corpi, con le anatomie che gli artisti prediligono. Ma allora, come in una celebre scultura di Martini, la forma si agita nelle schiene, per i loro volumi e per quella corda naturale che è la spina dorsale, con i suoi nodi così espressivi.

Corpi, nella loro forza; volti, nei loro caratteri; mani nei movimenti nervosi sono i soggetti dominanti della ricerca della Mutinelli che oggi, in “Noi, neanche dannati”, si rivolge alla grande storia, con eroi perduti di cui oggi rimangono le ombre, alle quali lei si volge, per farle tornare uomini: “in quei volti ritrovo la forza e l’assoluto dei nostri padri rispetto a noi, neanche dannati, orfani di eroi”.

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