Curatore d'Arte

Novecento

Novecento. Spesso mi sono trovato a maturare opinioni in controtendenza rispetto a comportamenti e idee più diffuse. Ad esempio, ho pensato subito che internet sarebbe stata la novità che determinava il cambio di un epoca quando ancora in Italia pochi avevano il p.c. Ho indossato camicie scure quando per l’abito di lavoro era “obbligatoria” la camicia bianca. Facebook era considerato uno strumento per recuperare amicizie trascurate da sempre, e noi iscritti eravamo guardati con una smorfia di sufficienza. E poi, anche quando la cosa era considerata un esercizio nozionistico, mi ha sempre appassionato studiare la storia attraverso la conoscenza biografica dei personaggi più famosi, leggendo libri dedicati a: Garibaldi, Annibale, Mussolini, Atatürk, Cavour, Nerone, Napoleone, Caravaggio, Lorenzo De Medici e così via. Così facendo, sono entrato, in quelle epoche e circostanze, con una facilità che il testo storico tradizionale non mi avrebbe permesso. Insomma, qualche volta, essere in controtendenza finisce con il facilitarti la vita e rendertela più piacevole. Ho raccontato di me per dire che anche il lavoro di Cristiano Cascelli, le cui opere mostro nella galleria di questo post, mi conforta nell’opinione. I suoi ritratti contribuiscono ad integrare la conoscenza biografica dei grandi del novecento e di conseguenza la conoscenza della nostra storia più recente, il tutto, semplicemente, con un rapido passare dello sguardo, sui colori sulla forma e sulla materia dei dipinti, la cui vivacità già rende il senso del dinamismo delle persone e del tempo. Dimenticavo, era quasi considerato un reato, ciononostante ho sempre sorseggiato con piacere del vino rosso fresco di freezer…

Il modo di essere “verista” di Cascelli è quanto di più lontano dall’arte realista e sconfina con leggerezza e dinamicità nel “pop”; perché la vera lezione del ‘900 è proprio quella e questi quadri di Cascelli ne celebrano la funzione ( Marco Mottolese )
Il tratto spesso e nero che segue il profilo dei volti e offre immediatezza all’immagine, l’energica qualità decorativa, le isole di colore a contrasto, permettono all’artista di delineare una narrazione che eleva la cronaca a storia. Seguendo gli approdi del suo viaggio, rappresentati dai personaggi ‘incontrati’ e raffigurati, ognuno di noi è chiamato a una lettura trasversale dei momenti che hanno cambiato il sentire comune. Ciascuno degli scenari traccia un’unica trama compositiva atta a riscrivere un’eredità culturale, secondo i segni di una poetica tutta contemporanea.( Emilia Giorgi )

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