Curatore d'Arte

Federico Fiorini


Federico Fiorini. …Federico, come Fellini. Da Rimini ad Istanbul, l’occasione è l’inaugurazione della mostra di un’amica. Attraverso disequilibri e contrasti di colore Federico Fiorini costruisce percorsi fatti di dipinti e installazioni che innescano ad ogni opera una serie di rimandi e controsensi riguardanti la direzione stessa di “verso”, inteso come significato attraverso cui è possibile “vedere”. Tale pluralismo, sia indifferentemente esso di natura cromatica, materica o concettuale, diventa paradossalmente il carattere fondante dell’insieme delle opere, sdoppiate anche nella loro lettura su due livelli di opposti. Oscillando continuamente tra polarità come interno ed esterno, presente e passato, registrazione di realtà e trascrizione di stati di coscienza, la poetica dell’artista è infatti caratterizzata da un’azione compenetrante dominata dal meccanismo mentale dell’unione. Gli stessi quadri prefigurano la fusione di una dimensione naturalistica, un tracciato genetico in termini biologici, con una dimensione viceversa simbolica, interiore, il derivato dell’archetipo in immagine. Figure di volti, così come animali; leoni, lupi, rapaci, dai colori talvolta lividi, sonori, freddi o incandescenti si stagliano su superfici vuote. In contrasto tra non-sense e forte carica interpretativa fondono la nuda oggettività con una tematica all’opposto religiosa, onirica, alchemica e patologica. L’immagine di una natura istintiva e priva di significato si congiunge a “Ciò che è in alto” l’immaginario collettivo a tutti gli effetti, generando nuove forme estetiche. In questa visione complementare l’osservatore viene perfettamente inserito nel mezzo, in bilico tra questo fascino eterno caratterizzato da immagini, concezioni, idee cicliche ed al tempo stesso considerato come temporaneo osservatore di una realtà fuggevole. Esiste a fondamento della propria poetica questo fascino eterno che supera di molto la semplice avventura mortale, dove immagini, forme e idee, tengono in scacco il tempo, in una sorta di salvaguardia esistenziale.

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