Maria Pia Daidone

in arte

Maria Pia Daidone è presente alla quarta edizione di EuroExpoArt presso la fiera di Forlì in occasione di Vernice Art Fair 2019

Il sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello segnala che “L’artista napoletana crea maglie di ritagliate e brevi tessere di fogli di rame; usa anche fogli di cartone, pressati, ricoperti di cromatismi dorati e ramati, in parte aggettanti e in parte ricoperti da trasparenze, che predispongono e programmano morbide, intriganti, piacevoli seduzioni di senso. Il rame con la sua calda venatura riesce a stendere temprate superfici. Le ultime redazioni pittoriche e plastiche dell’artista accolgono accostamenti di sacro e profano, comprendono gli stordimenti e le vertigini del nostro tempo e ci rimandano alle dimensioni mitiche di tempi antichi. Le metabolizzate, leggere, significative tessere di rame s’interpolano come elementi preziosi, perché segnico-simbolici di interpretazione e di comunicazione sociale. La “texture” di ogni riquadro ramato è un sottile ricalco arricciato, increspato, mosso, sbalzato, ondulato su cui scivolano motivi ritmati e strette pressioni, mentre i bordi si solleticano e si sfiorano, limitati e ristretti, in una raffinata disposizione, che assicura una maglia, abbigliata lusinga, o un accurato mantello, appropriato richiamo per un fantasmatico corpo. Un mantello di tessere di rame, ad esempio, in scena, sembrerebbe tendere verso la pronuncia di un’overdose estetica, ma, a ben guardare, risulta, poi, essere cortina di un’essenza calamitante, dall’indubbio influsso e fascino pervasivo, che prende l’animo e la mente in modo completo. Non mancano di stupire i quadrati di cartone pressato punteggiati di inserti dorati, nonché ramati, e di finezze disegnative e di minuzie ben calcolate e di sottigliezze ponderate, nonché tecniche miste su legno ispirate al mondo letterario. Le ultime tele, della serie “Aurum“, sono rese con un impianto compositivo quasi totalmente investito nelle qualità cromatiche dell’oro (talvolta, agganciate al rame, al rosso e al nero). Insomma, in uno sfondo lattiginoso e frastagliato, intrigano e vibrano battenti tessere d’oro, esaltanti e speculari, attraversate, ma non sempre, nella calibrata disposizione reticolare da guizzi di rosso, indirizzati a continuare un sentiero palpitante, a richiamo di vita in una luce divina.“

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