Valentina Carrera

in arte

“COINCIDENTIA OPPOSITORUM”

I quadri di Valentina Carrera sono una ridda ubriacante di ossimori, di coerenti contraddizioni: sono immobili tempeste, sono lampi di tenebra fatti di materia spirituale, sono funambolici giochi da tavolo di disequilibrato equilibrio, criptiche rivelazioni di un caos ordinato, superfici tridimensionali di levigata scabrosità, arcaiche narrazioni contemporanee, apollinee composizioni dionisiache, ricche, colte e preziose opere di semplice e disarmante povertà.

La forza primigenia e raffinata che promana da questi quadri (e che affascina il fruitore in maniera al tempo stesso sottile e prorompente) deriva proprio dall’innata capacità della giovane artista milanese di conciliare gli opposti. Di fondere nel crogiolo incandescente della sua sapienza alchemica elementi opposti per dar vita ad opere d’arte di sostanziale, corposa coerenza artistica ed eterea, originaria originalità.

Non è poi casuale se molte opere nel recentissimo passato sono state ispirate ai primi versetti della Genesi, poiché appare evidente che ogni qual volta un quadro viene costruito sull’inquieto equilibrio tra Luce e Tenebra, Ordine e Caos, Forma e Materia informe, ebbene in tutti questi casi (ossia la quasi totalità delle opere pittoriche della Carrera) non è possibile non pensare a risvolti di tipo cosmogonico.

Anche quando il titolo del quadro parrebbe suggerirci altri orizzonti interpretativi. Anche se non tutti i quadri della Carrera si intitolano “Fiat lux”, e non tutti hanno espliciti riferimenti al libro della Genesi, quasi sempre dinnanzi ad uno di questi ci viene da pensare a quei momenti cruciali nella storia dell’Universo in cui la Luce è stata separata dalle Tenebre, Le Terre dai Mari, le Forme viventi dalla Materia inanimata. Momenti che mitologie e religioni di tutti i tempi e in tutti i luoghi hanno raccontato molto spesso con immagini ed espressioni molto simili e che forse rappresentano un comune retaggio profondo ed arcano (archetipico) dell’umana sapienza.

Ma forse i quadri di Valentina Carrera non ci raccontano soltanto questo. Forse nel Macrocosmo si rispecchia il Microcosmo. Forse le cosmogonie raccontano, metaforicamente, soggettive, psicologiche ontogenesi. Forse dietro il conflitto tra la Luce e la Tenebra, tra il Cosmo e il Caos, si cela quello tra il Conscio e l’Inconscio e la nascita del mondo simboleggia la nascita del soggetto. Opere come “La nascita di Eva” parrebbero esplicitare proprio questo aspetto, questa ulteriore chiave di lettura.

Ed allora possiamo interpretare sotto una diversa luce il difficile, complesso, conflittuale rapporto tra la Materia allo stato puro, indistinto, indifferenziato e la Forma che cerca disperatamente di emergere, di imporsi, di imporre il proprio sigillo di razionalità (o quanto meno di ragionevolezza) sull’eterna rivale: un rapporto tanto dialettico e necessario quanto problematico e violento. Nello scontro ineluttabile tra la Forma e l’Informe, spesso i confini tra aggressore ed aggredito si confondono, i ruoli si rovesciano a ripetizione, così rapidamente che talvolta capita di smarrirsi e di non distinguere più l’una cosa dall’altra. I quadri della Carrera raccontano anche questo: quanto labile sia il confine che separa il Soggetto dall’Oggetto, l’Uomo dal Mondo che lo circonda. E quanto difficile, e doloroso, e per nulla certo, sia il processo di auto-definizione.

I quadri di Valentina Carrera non ci mostrano l’esito di questo titanico scontro, quanto piuttosto una fase, nel vivo del combattimento. Così colori e materiali che scompongono e ricompongono il piano narrativo appaiono come una vera e propria raffigurazione delle linee di forza e dei campi di energia che si sprigionano nel corso di questi eventi di autentica ontogenesi dell’Io. Ontogenesi che rappresenta il primo, vero contenuto di queste opere.

Quello a cui assistiamo, dunque, per quanto violento, brutale, o anche solo essenziale, possa sembrarci è, in definitiva, un lieto evento, nel senso comune della parola: vale a dire una nascita. La nascita di un Soggetto: sia esso un pensiero, un individuo, un personaggio mitico (biblico), o una creatura degli abissi della psiche. In altre parole si potrebbe descrivere tale processo creativo come un conflitto tra la Coscienza e l’Inconscio: come l’impellente (ma impossibile) tentativo della parte solare dell’Io di rendere conto delle sue parti più oscure e irriducibili.

Ecco, proprio in questo è il valore, l’apporto di conoscenza, la scoperta della Carrera: la scoperta dell’irriducibilità dell’Informe, dell’impossibilità di piegare completamente l’Irrazionale alle ragioni

Virgilio Patarini

della Ragione. E viceversa. Perché se è vero che “il cuore ha delle ragioni che la ragione ignora” è altrettanto vero che spesso (quasi sempre) “c’è del metodo nella nostra follia”. Di questo parlano, tra le altre cose, le opere di Valentina Carrera. Ed è un discorso che, con linguaggi più o meno simili, affrontano anche altri giovani artisti contemporanei, segno della centralità di questioni come queste in tempi come quelli odierni.

Virgilio Patarini

NOTA BIOGRAFICA

VALENTINA CARRERA (Milano, 1975), pittrice, fotografa, iconografa e illustratrice, si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 1998 con 110 e lode, e in seguito diplomata in Fotografia di moda presso la scuola R.Bauer. Ha quindi seguito uno stage di fotografia teatrale presso lo studio/archivio fotografico del Piccolo Teatro di Milano nel 2000.

Come iconografa, dopo aver frequentato la Scuola di Iconografia e l’Atelier di Russia Cristiana a Seriate nel 1997 e nel 1998, ha studiato Iconografia presso l’Università ortodossa di Mosca “Ioanna Bogoslova” (unica straniera e cattolica ammessa) sotto la guida della nota iconografa Ekaterina Ilinskaia negli anni 1998-1999, seguendo inoltre seminari presso il monastero Andrej Rublev e la chiesa S. Nicolaj. In seguito, tornata in Italia, ha partecipato a numerose mostre collettive e tenuto corsi e laboratori di iconografia.

Tra le mostre di icone ricordiamo: nel 2001 “Gratia plena” presso la Basilica di S. Celso, a Milano;nel 2002 “Icone moderne, spiritualità senza tempo” presso Area Banca, in via Dante a Milano, e “Il sentimento del sacro” sempre presso S. Celso.
Nel gennaio 2005, presso l’Atelier Chagall di Milano, la sua prima mostra personale di quadri e icone intitolata “Sacro quotidiano”; tra novembre e dicembre 2005, sempre all’Atelier Chagall, una seconda personale intitolata “Frammenti di sacro”.

Come pittrice ha esposto in mostre collettive alla Villa Marazzi di Cesano Boscone nel 2003 e presso la Galleria Cascina Barocco nell’inverno del 2004. Entrambe le mostre curate da Walter Venanzio.
Nel gennaio 2005, presso l’Atelier Chagall di Milano, la sua prima mostra personale di quadri e icone intitolata “Sacro quotidiano”; tra novembre e dicembre 2005, sempre all’Atelier Chagall, una seconda personale intitolata “Frammenti di sacro”.

Nel maggio 2005 espone alla Libreria Rizzoli in Corso Vittorio Emanuele a Milano nella mostra “Voci del nostro tempo” (catalogo Apollo e Dioniso) e alla Galleria Pastrengo 15 nelle due mostre “Soggetti smarriti” e “Oggetti ritrovati”.
Nell’ottobre 2005 è uno dei quattro artisti selezionati per la mostra “Nel segno di Schifano” presso la Galleria Mirò (catalogo Apollo e Dioniso). Sempre presso la Galleria Mirò di Milano nel gennaio 2006, la mostra personale intitolata “En Archè” (catalogo Apollo e Dioniso) e nel maggio la collettiva “Materia In-Forme” (Cat. Apollo e Dioniso).

Nel giugno 2006 presso Atelier Chagall la doppia personale (con V. Patarini) “In principio era la Parola”. Nel novembre 2006 sempre presso Atelier Chagall la doppia personale con la scultrice Ilaria Messaggio “Passioni”.
Nel marzo 2007 la mostra personale dal titolo “Arcaico presente” presso gli Archivi del ‘900 a Milano, e, sempre con la scultrice Messaggio, la doppia personale intitolata “Bagliori” alla Galleria Emmediarte di S. Stefano Belbo (CN). Nel giugno 2007 partecipa alla collettiva “20 giovani artisti in Zona Tre”, organizzata e patrocinata dal Consiglio di Zona 3 di Milano e ospitata nell’Aula consiliare. Tra la primavera e l’estate del 2007 è una degli artisti protagonisti di tre mostre tematiche itineranti di rilievo nazionale, pubblicizzate sulle riviste “Arte” e “Arte contemporanea” nei numeri di marzo, aprile, maggio e giugno, a cura di V. Patarini, cataloghi Apollo e Dioniso Edizioni: “Figure del silenzio” (Milano, Archivi del ‘900 e Atelier Riuniti; Conegliano, Galleria Leonart), “Scripta manent” (Milano, Archivi del ‘900; Pontremoli, Sala del ‘400; Varazze, Palazzo Beato Jacopo) e “Ragione e sentimento in-forme” (Lacchiarella, Rocca Viscontea; Sarzana, Hotel Al S. Andrea; Varazze, Palazzo Beato Jacopo). Inoltre segnaliamo: la collettiva dei finalisti del Premio Olindo al Museo di Arte Moderna di Mombercelli (CN) e, agli Archivi del ‘900 la mostra “Le ragioni del cuore” nel novembre 2007.

Dalla primavera 2000 co-dirige il Centro Culturale Apollo e Dioniso e le sue numerose attività,

organizzando e curando, tra l’altro, numerose mostre di artisti contemporanei a Milano, alla Basilica di S. Celso prima (fino al 2002), e poi all’Atelier Chagall dal 2003, alla Galleria Mirò (stagione 2005/2006), agli Archivi del ‘900 (gennaio-giugno 2007). Dal maggio 2008 e’ anche vicedirettrice artistica della Galleria Zamenhof di Milano.

Si sono occupate di lei “Arte”, “Arte Contemporanea”, il Corriere della sera, Il Giorno, la Repubblica, Il Corriere di Como. Nell’ultimo anno sue opere sono state pubblicate sulla rivista “Arte” nei seguenti numeri: febbraio 2007 (pag. 187), aprile 2007 (pag. 167), giugno 2007 (pag. 88); su “Arte Contemporanea”: marzo/aprile 2007 (pag 99 e 100), maggio/giugno 2007 (pag. 130 e 131), sett./ottobre 2007 (pag. 111, recensione mostra “Scripta manent”, pag. 112, recensione “Figure del silenzio”, e pag. 127), marzo/aprile 2008 (pag. 55, pag. 74 e 75: articolo sulla mostra “Arcaico contemporaneo”, e pag. 94).

Numerosi i cataloghi di singole mostre, tra cui segnaliamo: “Voci del nostro tempo”, Apollo e Dioniso edizioni, 2005; “Figure del silenzio”, “Scripta manent” e “Ragione e sentimento”, Apollo e Dioniso edizioni, 2007.
Due le monografie pubblicate su di lei, sempre da Apollo e Dioniso Edizioni: “Valentina Carrera / En Arche’”, catalogo dell’omonima mostra alla Galleria Miro’ di Milano, 2006 e “Valentina Carrera – Arcaico contemporaneo”, monografia del 2007.

In permanenza presso le gallerie “Atelier Chagall” di Milano, Ariele di Torino, Emmediarte di S. Stefano Belbo (CN) e Leonart di Conegliano Veneto (TV).
Come illustratrice ha realizzato le tavole di dieci libri per bambini e ragazzi: Le streghe di Macbeth, La sirenetta, La grande rapa, Gli animali del Presepe, Cuccioli e mamme da colorare, Matrioske da colorare, 63 cani e 59 gatti da colorare, Streghe streghine e stregacce da colorare, L’allegra fattoria da colorare , 79 orsacchiotti da colorare, Cani e gatti da colorare e Streghe, streghine e stregacce da colorare. Dal settembre 2003 dirige la collana di libri per bambini Le barchette di carta.

Come fotografa ha eseguito servizi fotografici per alcuni musicisti della TeaterOrchestra di Moni Ovadia, e per numerosi attori, registi e compagnie teatrali e teatro danza del panorama milanese e nazionale, fotografando spettacoli come Gaudeamus e I demoni di Lev Dodin. Sue fotografie sono state pubblicate su riviste russe e su quotidiani italiani quali Il corriere della sera, Repubblica, Il giornale, Il giorno, La Provincia Pavese, utilizzate come illustrazione di copertina e di libretti di cd musicali (Il commiato della moltitudine dei Kashmir), di libri di poesia (Silhouettes di Christine Pruner), di riviste d’arte e cultura (Le 7 Arti, genn.-febbr.-marzo 2002 e Città delle Arti, maggio- giugno 2004); oppure utilizzate come scenografie di spettacoli .Libri e cataloghi (come fotografa): Valentina Carrera, Reportage dalla Russia, cat. dell’om. mostra, Apollo e Dioniso edizioni, marzo 2001. Cassandra,poesie di C. Pruner, fotografie di V. Carrera, Apollo e Dioniso ed., giugno 2001. Valentina Carrera, La basilica di S.Celso, cat. dell’om. mostra, Apollo e Dioniso ed., nov. 2001. Valentina Carrera, Visioni teatrali, cat. dell’om. mostra, Apollo e Dioniso ed., dic. 2001. Valentina Carrera, Dopo la tempesta – Reportage dalla Croazia, cat. dell’om. mostra, Apollo e Dioniso ed., giugno 2002. V. Carrera, Dopo la tempesta – Reportage dalla Serbia, cat. dell’om. mostra, Apollo e Dioniso ed.,2002. V. Carrera, Budapest di notte, I libri delle muse, 2002. V. Carrera, La piazza rossa, I libri delle muse, 2002.

Mostre (come fotografa): Clubspotting, suoni visioni e immaginari della club culture, mostra collettiva, hiostri di San Pietro, Reggio Emilia, luglio 2000. Segni, Tracce, Ombre, mostra collettiva, Politecnico di Milano, giugno 2000. Mostra personale La Basilica di San Celso, Milano, San Celso, nov. 2000. Mostra personale Visioni teatrali, Milano, San Celso, dic. 2000. Mostra personale Reportage dalla Russia, Milano, S. Celso, marzo 2001. Mostra personale Dopo la tempesta, Milano, San Celso, giugno 2002. Mostra collettiva Figure di donna, Villa Marazzi, Cesano Boscone, marzo 2004. Mostra personale I volti di Ofelia, Milano, Atelier Chagall, aprile 2004. Mostra personale La metropolitana di Mosca, Milano, Atelier Chagall, maggio 2004.

Virgilio Patarini

  • © 2012 – 2019 – Giorgio Bertozzi – All rights reserved