Ugo Maria Cionfrini

Visionario  è l’aggettivo che meglio si addice ad Ugo Maria Cionfrini un vero e proprio poeta della macchina fotografica che, in mano sua, diventa un estensione avente la medesima valenza della romantica penna in mano ad uno scrittore.  Allo stesso modo del poeta, che attinge vocaboli dall’immenso dizionario della propria lingua, azione che chiunque potrebbe eseguire, Ugo Maria vede nel mondo che lo circonda poetiche immagini che vanno oltre ciò che comunemente si vede, al di là dell’apparenza. Sulla punta della penna del poeta le parole assumono, via via che vengono dipanate, il senso della contemplazione, dell’approfondimento, della descrizione e della spiegazione che chi scrive ci vuole trasferire così come accade alle immagini catturate da Ugo Maria, integrate da titoli che ne divengono parte inscindibile come il pronome e il verbo dell’inciso manzoniano: Ei fu.

In questo, Ugo Maria Cionfrini, è visionario in quanto ci porge la sua lungimiranza attraverso il mostrarci prospettive innovatrici del mondo che ci circonda. Questo, se lo vogliamo individuare, è il filo conduttore della produzione artistica del nostro “Poeta” . Alcune visioni seriali, come gli zampilli evocativi di forme note diventano la conferma ribadita e consolidata della sua dote

 

 

 

 

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