Out of Kaos Artist 2014 Istanbul Tuyap

in Eventi

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Si inaugura l’ 8 novembre 2014 alle ore 11 “ARTİST 2014” la 24^ edizione della fiera dell’arte di di Tuyap Istanbul.

Giorgio Bertozzi e Ferdan Yusufi 

Presentano

Out of Kaos

Layout 1

Mostra Evento di

Roberta Coni  Davide Frisoni  Laura Migotto

Gia presenti ad Istanbul e in prestigiose mostre, biennali e fiere, in Italia, Cina, Corea, Giappone, Stati Uniti, Russia.

 Artist 2014 diventa l’occasione per proporre in modo ravvicinato la produzione dei talentuosi artisti italiani.

Roberta Coni

Eve’s naked body is inserted into the preciousness of Gothic frames on one hand symbolize the historical path along which you carry out, until its dissolution, the existence of other physical and pay homage to Beato Angelico and his triptych in the Museum Diocesan city, Cortona. The artist, for the first time, contaminates ‘fine painting’ here almost hyper realistic on the purpose of research, using 4 implants of video art dedicated to the sense of sin (creating video by Alessandro Anemona) . The APPLE which is rotting in the video and then slowly return to life in an endless loop in comparison with the body of Eva already get older and the snake looking, with his fixity that swallows the viewer to the young Eva, are, along with the characters, this further exploration.  Young Eve is winks on her nakedness, Old Eve is an impressive sculptural disassembled by the gaze softened by the time. In her hand she holds a conch shell symbol of receive, of letting it flow, just as the shell receives the sea without restraining him, so we should let life flow without trying to stop it. Finally, its ability to produce pearls, in response to an irritating stimulus, reminds us that all suffering and every discomfort, can be transformed into an opportunity to grow, any wound can become our very special jewel.  Both are ‘the experience’ Progenitor Eve inspired the masterpiece in Ghent ‘mystical adoration of the lamb’ by Jan Van Eyck, 1432. There are two extremes of the human path littered with choices between good and evil that God gave us liberal, obstacles, possible defects, as stated Francois De La Rochefoucald: ‘defects ahead. … As guests from which sooner or later we must pass’, so a pyramid of red eden apples dominate the center aisle of the gallery, ready-to be stolen …  In the room of the ex- sacristy there is dark with just 2 screens : the mouth of Eve biting voraciously a pyramid of apples … and invites the stranger Voyer to attend the banquet …  A theme, this, on which the artist in collaboration with Galleria Triphè, wants to open a process of reflection! Ask ourselves how much of our existence sinks into sin and what is attributable to the disease and in particular the pathology of genetic origin. Reflection that comes from a passage of ‘Gates of Sin’ Monsignor Gianfranco Ravasi when stresses: ‘We went from an ethical horizon to an amoral sphere, where the scene is only one patient and not a sinner or a vicious’ therefore’ that that first interested the philosopher, the theologian, the moralist or the confessor now goes simply to the psychiatrist or psychotherapist, losing any connotation of ethics’.  However Roberta Coni not limit her search to the specific topic of sin, pathology and genetics, urgent debate at a human so strong decay and relativism, but thus attempts to return to figurative painting that immediately, on a complex topic, now lost in the maze of art too often cryptic, made of outdated and discounted provocations, now formalized, and the preserve of elites mental. Roberta Coni wants to return to figurative painting, long considered neglected and out of time, an educational stimulus by means of a strong structure only intentionally hidden behind an apparent simplicity.
So, ‘no longer a disinterested ipersubjectivism communication’ but ‘the desire to convey a world view’.

Il corpo nudo di Eva è inserito nel preziosismo di imponenti cornici gotiche che da un lato simboleggiano il percorso storico lungo il quale si espleta, sino al suo dissolvimento, l’esistenza fisica e dall’altro omaggiano il Beato Angelico richiamandone il trittico presente nel Museo Diocesano della città. Nell’operazione attuale l’artista, per la prima volta, contamina la ‘bella pittura’ qui quasi iperrealista in funzione dello scopo di ricerca, per mezzo di 4 innesti di videoarte dedicati al senso del peccato (realizzazione video a cura di Alessandro Anemona). La Mela, che nel video si macera lentamente per poi tornare alla vita in un ciclo infinito a confronto con il corpo di Eva già avanti con l’età ed il Serpente che che osserva, con una fissità che inghiotte, lo spettatore a tentare la giovane Eva, rappresentano, affiancati ai personaggi, questa ulteriore prospezione. Eva giovane e ammiccante, poi anziana nella sua nudità, non priva di un’imponenza scultorea, smontanta dallo sguardo ammorbidito dal tempo. In mano lei tiene una conchiglia simbolo dell’accogliere, del lasciar fluire, così come la conchiglia accoglie il mare senza trattenerlo, così noi dovremmo lasciar fluire la vita senza cercare di fermarla. Infine la capacità di produrre perle, in risposta ad uno stimolo irritante, ci ricorda come ogni sofferenza, ogni disagio, può essere trasformato in un occasione per crescere, ogni ferita può divenire il nostro specialissimo gioiello. Entrambe sono ‘il vissuto’ della progenitrice ispirato all’Eva presente nel polittico di Gand ‘l’adorazione dell’agnello mistico’ di Jan Van Eyck del 1432. Sono i due estremi dell’umano percorso disseminato di scelte tra il bene ed il male che il Dio liberale ci ha offerto, di ostacoli, di possibili vizi; come affermava Francois De La Rochefoucald: ‘i vizi ci aspettano….come ospiti dai quali prima o poi bisogna passare’, così una piramide di mele rosso eden troneggiano al centro della navata della galleria, sono lì pronte per esserre colte o rubate… La stanza della ex-sagrestia appare al buio,  solo uno schermo illumina lo spettarore rapito dalla bocca di un’Eva che morde con voracità una piramide di mele…e che invita lo sconosciuto voyer a partecipare al banchetto… Una tematica, questa, sulla quale l’artista in sinergia con la Galleria Triphè, vuole aprire un processo di riflessione! Domandiamoci quanto della nostra esistenza affonda nel peccato e quanto è invece riconducibile alla patologia ed in particolare alla patologia di origine genetica. Riflessione che scaturisce da un passo delle ‘Porte del Peccato’ di Monsignor Gianfranco Ravasi quando sottolinea: ‘siamo passati da un orizzonte etico ad un ambito amorale, ove di scena è solo un paziente e non più un peccatore o un vizioso’ pertanto ‘ciò che prima interessava il filosofo, il teologo, il moralista od il confessore ora passa semplicemente allo psichiatra o allo psicoterapeuta, perdendo ogni connotazione etica’. Tuttavia Roberta Coni non limita la sua ricerca al tema specifico del peccato, della patologia e della genetica, urgente da dibattere in una fase umana di così forte decadenza e relativismo, ma tenta così di restituire alla pittura figurativa quella immediatezza, su un tema complesso, ormai perduta nei meandri di un’arte troppo spesso criptica, fatta di desuete e scontate provocazioni, ormai ufficializzate, ed appannaggio di elitès mentali. La Coni vuole riconsegnare alla pittura figurativa, a lungo considerata negletta e fuori tempo, uno stimolo pedagogico per mezzo di una struttura forte solo volutamente nascosta dietro una apparente semplicità. Quindi: ‘non più un ipersoggettivismo disinteressato alla comunicazione’ ma ‘la volontà di trasmettere una visione del mondo’.

Maria Laura Perilli

Davide Frisoni

Quello che Davide Frisoni dipinge e’ passato davanti ai miei occhi, e davanti agli occhi di moltissima gente, migliaia di volte.  Ma io ero distratta, pensavo che un semaforo rosso fosse una perdita di tempo; come se il presente fosse un tempo perso! La presenza nel presente, nel quotidiano: questo passa dagli occhi – attraverso cuore e intelligenza –

alle pennellate dense e possenti di Davide Frisoni.  Il percorso dell’artista e’ partito dall’uomo (i bellissimi dipinti del ciclo Corporali Anime) per ritornare all’uomo, espresso dal suo punto di vista su ciò che lo circonda e questo senza soluzione di continuità. Una figura umana, una distesa verde dopo il temporale, un’istantanea del traffico all’imbrunire sul lungomare di Rimini: tutto questo e’ accomunato dalla matrice unica dell’esistenza e della non indifferenza di nessun

particolare nel contesto dell’umano e del mondo che lo circonda. Si prova come un attimo di sgomento dinanzi ad un dipinto di Frisoni, lo stupore di ritrovare fermati e fluidi insieme, momenti e luoghi visti e mai veramente guardati, istanti perduti, fotogrammi di vita che la pittura intensa e luminosa sembra richiamare alla mente da un luogo remoto del cuore. Una pittura luminosa, ho detto, ed e’ questa in effetti la prima sensazione che si riceve guardando questi dipinti, una luce quasi sferzante, un modo di renderla come strumento rivelatore della realtà.  La luce lieve e chiara del giorno, o quella che attraversa come una lama  lucida e tagliente il mare calmo e nero della notte. Così si può anche scoprire come Frisoni abbia visto la nostra somiglianza  umana quando la sera, una sera di pioggia magari, un nodo di traffico

ci costringa a vedere quello che ci sta intorno, gli alberi esili e dondolanti delle barche all’ormeggio nel porto canale, i riflessi iridescenti dell’asfalto bagnato, o la luce a tratti più intensa e rossa dei fanali delle auto di altri. Altri come noi, stanchi, distratti da cervellotici meccanismi che ci portano a vivere solo protesi ai prossimi minuti, come se il tempo non fosse un’unica cosa, come se non cominciasse qui, forse, l’eternità. Per questo a me e’ piaciuto fermarmi davanti alle visioni di Davide;  tante volte avrei voluto una sedia e un po’  di tempo calmo e silenzioso  come quello che si trova nei musei. Intanto ho imparato a non sprecare l’occasione di un incontro con un semaforo, un albero o un grattacielo.  Mi serve per fare generare la mia poesia.  E la mia vita.

What Frisoni paints passed in front of my eyes already, in front of many peoples actually, thousand of times. But i was not paying attention, i thoughtthat a red light at the cross was a waste of time; as if the present time would be a waste of time! The presence in the present time, the here and now: this passes from the eyes – through heart and intelligence – at the dense and powerful strokes of Frisoni’s painting.  The Artist’s research started from Man (the beautiful paintings of the ‘Corporali Anime’ cycle) to return to Man, expressed from his personal point of view about everything around him. This happens without any continuity.  A human figure, a green field after the rain, a snapshot of car traffic at sunset on the lungomare in Rimini: all this come together with the same root of existence and with the care for details, any detail, in the human and worldly context all around him. You can easily feel a bit bewildered in front of a Frisoni painting, the bemusement of finding fixed and mixed together, moments and places looked but never really seen, photograms of life, brought back from a remote place in the heart, that a luminous and intense painting recall. A luminous painting, i was saying, and this is the first sensation you receive by watching these paintings, a strong light, an instrument for revealing reality.  So you can discover how Frisoni saw our human likeness when, in the evening, a rainy one, a traffic jam forces us to watch what lies around us, boat-masts in the harbour, strong reflexes on wet asphalt, or the lights of other people’s cars. People like us, tired, distracted by mechanisms making us forget that time is one thing, that here starts, maybe, ethernity.  That is why i enjoyed stopping in front of Frisoni’s visions, many times i would have wanted a chair and some time, quiet, as the one you find in museums.  Meanwhile i learned not to waste the possibility to meet a light cross, a tree, a skyscraper. I need it to generate my poetry.  And my life.

Rossella Tempesta

Laura Migotto

L’opera di Laura Migotto è caratterizzata dalla presenza costante di figure appartenenti all’arte classica, reinterpretate con un linguaggio contemporaneo. Forte è l’effetto “volume” delle figure in primo piano, sculture classiche e cavalli alati che prendono vita e che, con i loro volumi forti e ben definiti, si contrappongono alle superfici piatte e bidimensionali degli sfondi trattati con colori puliti e decisi dove è pressochè costante la presenza della spirale presa come simbolo che rimanda ai temi dell’universo, della natura, del DNA ma soprattutto del tempo che trascorre.

Laura Migotto, mitolojik figürleri çağdaş bir dil ile yorumlayarak günümüze taşıyor. Mekan iki boyutlu yüzeylerden, figür ise hacimli ve üç boyut etkisi oldukça kuvvetli bir etki ile oluşturuluyor. Eserlerinde Postmodern gönderimleri olan sanatçı, sarmal formu sıklıkla yineleyerek, formun, insan DNA’sından yaşadığımız dünyadaki bazı hayvanlara ve evrene kadar pek çok yapıya gönderim yapıyor. Migotto’nun heykelleri de tıpkı resimlerindeki gibi sarmal formun yinelenmesi ve özellikle at figürünün ön plana çıkarılması ile hayat buluyor.

Hülya Küpçüoğlu

Nel periodo espositivo, Neoartgallery, dedichera uno spazio speciale per le nuove proposte dell’arte contemporanea turca.

Young corner of the contemporary

Gizem Gürsel   Emre YUSUFI

Tüyap Fuar ve Kongre Merkezi
E5 Karayolu Üzeri,Gürpınar Kavşağı
34500 Büyükçekmece İSTANBUL / TÜRKİYE

Date ed orari:

8-16 Novembre 2014: 11.00-20.00

Responsabile comunicazione visiva:

Stefano Ferracci Graphic design Studio Tangram

 

 

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