Sensiz Senza Te Cenan Uyanusta

in Eventi

 

SENSIZ

SENZA TE

personale di

Cenan Uyanusta

che si terrà mercoledì 7 novembre 2012 alle ore 18,00

COCKTAIL

Presso le Sale Espositive:

TURCHIA – UFFICIO CULTURA E INFORMAZIONI

Indirizzo: Piazza della Repubblica 55-56 – 00185 ROMA

Tel. 06 4871190 – 06 4871393 – Fax 06 4882425  – E-mail: turchia@turchia.it

Sensiz kalmış şehir.. mavisi küskün..

Her vurduğunda dalga kıyıya ağlar, Özlem köpük,köpük

Ağaç kollarını salmıs, Seni saramamaktan yorgun,

Yaprak solmuş

Gölgesinde sen yoksun.

isyanıdır vapurun çaldığı  her düdük,

İsyanıdır martının çığlığı sensizlige

Uzanır kolları şehrin,

Minareleri gibi gökyüzüne umarsızca,gözü yaşlı özlemle..

Hayaller kurarak…

Bir gün bu özlem mi biter,

Ömür mü bilinmez..

Bilinen bir  şey varki, şehir küskün,çaresiz;

Çünkü yalnız,çünkü sensiz.  En önemlisi hepsi yalnız,,

Hepsi sensiz… Cenan Uyanusta

La citta è rimasta triste senza te.

Il suo blu piange ogni volta che l’onda, senza schiuma, batte la costa

le braccia dell’ albero sono stanche di avvolgerti, le foglie impallidite,

nella sua ombra non ci sei tu.

La nave con il suo fischio si ribella,

Il gabbiano con l’urlo si ribella  …alla tua assenza

I minareti, come braccia della città, si allungano nel cielo,

con speranza con occhi lacrimosi con nostalgia con sogni.

Chissà se un giorno finirà la nostalgia

Questo sappiamo: la citta è triste e disperata perché è sola senza te.

Tutti sono soli senza te.

Non so  qual è il bisogno che ci spinge nel voler capire i perché  di un opera d’arte e  ancora meno mi è chiaro il motivo che induce alla ricerca del “filo conduttore” nella produzione dell’artista. Poi, è accaduto che, leggendo la poesia di Cenan Uyanusta “senza te” sono rimasto coinvolto nel profondo. La descrizione del dolore della città, degli alberi, delle foglie, del mare, il fischio disperato della nave, le urla laceranti del gabbiano  hanno portato dentro me tutto  il vuoto della separazione e del distacco dalle persone amate. Le metaforiche braccia della citta, minareti o campanili, mi hanno colpito in profondità e non ho potuto trattenere le lacrime per questa separazione, quest’ allontanamento provato non solo nella poesia. Lacrime e  vista offuscata, così ho finito di leggere la poesia ed ho iniziato  la “lettura” delle opere di Cenan.  I paesaggi urbani,  la natura, le persone, scorrono sotto i versi graffiati nel colore o nel nero profondo dell’ultimo  paesaggio sul Bosforo, tutto permeato di quella nostalgia che riesce a mettere in evidenza quanto di solito passa inosservato. Cenan non ci ha voluto lasciare con la nostalgia e la tristezza, e qui entra in ballo il filo conduttore della sua produzione artistica: il vetro. Con il vetro e attraverso il vetro, Cenan riesce a farci vedere quel futuro invocato nei versi dove la “saudade” è solo uno sbiadito ricordo. Questo non solo con le sculture, nelle opere dell’ultimo ciclo il vetro entra nei dipinti come un oblò o una lente d’ingrandimento che ci porta oltre la velatura triste delle lacrime ad apprezzare i contorni che danno sostanza, alimentano e costruiscono il futuro e il vivere.  Giorgio Bertozzi

Bizi, sanat eserinin “ana tema” sını araştırmaya iten hangi ihtiyaçtır bilmiyorum. Daha sonra, Cenan Uyanusta’nın “sensiz” adlı şiirini okurken kendimi derine dalmış halde buldum.Şehrin, ağaçların, yaprakların, deniz’in, vapurların umutsuz düdüğünün, martıların acı çığlıklarının betimlemesi, beni ayrılığın boşluğuna götürdü.Şehrin metaforik kolları, minareler ve kuleler beni derinden etkiledi ve bu ayrılık için gözyaşlarımı tutamadım ve bu ayrılık sadece şiirde kanıtlanmadı, Gözyaşları ve buğulu görüş ile şiiri okumayı bitirdim ve Cenan’ın eserini “okumaya” başladım. Kentsel manzara, doğa, insanlar, siyah rengin üzerine çizilmiş çizgilerin derinliklerinde Boğaz’ın son manzarasına doğru akıyorlardı.Bunların hepsi, genellikle farkedilmeden geçilmiş olanları vurgulamayı basarmış bir nostaljiye nüfus etmiştir. Cenan bizi nostalji ve hüzünle bırakmak istememiş ve burada onun sözkonusu olan artistik üretiminin ana teması devreye girmiştir: Cam. Cenan, camla ve camdan bizlere “özlem” in sadece solmuş bir hatıra olduğu o dizelerde çağıran geleceği göstermeyi başarıyor. Bu; sadece heykellere değil, eserlerinde camın son döngüsü, gözyaşlarının puslu hüznünün ötesinden şekil veren,cisimleştiren konturlara değer veren, besleyen, geleceği inşa eden ve yaşayan bir pencere veya bir büyüteç gibi resimlerine girer. Giorgio Bertozzi

Un evento curato da Ferdan Yusufi e Stefano Ferracci

realizzato in collaborazione con:

www.artportlive.com

Coordinamento organizzativo

Giorgio Bertozzi e Laura Migotto

Coordinamento grafico editoriale

Studio Tangram

DAL 7AL 30 NOVEMBRE

dal lunedi al venerdi 09.00 – 17.00

Ingresso Libero

Cenan Uyanusta Nasce nel 1953  ad Istanbul dove é cresciuta e vive tuttora. Diplomata al  Dipartimento “progettazione  della ceramica e del vetro”  presso Mimar Sinan University, Facolta di Belle Arti,1988. Nello stesso anno ha vinto il terzo premio SERPO-CAM . Ha vissuto diverse esperienze di lovoro in  scultura del  vetro presso l’Industria del vetro di Pasabahce, negli anni ottanta. Ha organizzato la sua prima mostra a Kamakura, Giappone, 1989. Successivamente ha partecipato a numerose  mostre di livello in tutto il mondo (Parigi, Seattle, Cambridge). Ha partecipato alla Summer School dell’Ohio Kent State University, Dipartimento del vetro (USA) avendo come insegnanti  Therman Statom e Henry Halem,1997. Nello stesso anno ha lanciato un “ happening “ alla Kent State Univetsity dell‘ Ohio. Negli anni successivi ha continuato  a confrontarsi con artisti di tutto il mondo con esperienze formative significative, sempre nel campo della scultura vetraria. Ha partecipato ad “Artistic reflection an glass “, mostra di artisti del vetro veneziani e turchi, 2005. Ha insegnato “mixed media” presso la Yildiz Technical University, anni 2004 e 2006. Attualmente insegna scultura in vetro presso I’Università di Marmara. Nel proprio studio sperimenta una produzione di dipinti ad acrilico e ad olio e tecniche miste con impiego di materiali vari.

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