Sublimin’ ALI

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Sublimin’ ALI L‘ „habitat“ in cui ci troviamo viene percepito „esternamente“ dai nostri sensi, che ci offrono la possibilità di valutazioni „interiori“. Così, gli occhi, captano forme e colori dell’ambiente esterno per una elaborazione della mente. Se alcuni animali percepiscono la realtà attraverso tonalità che vanno esclusivamente dal bianco al nero, altri possiedono invece una capacità percettiva dei colori dieci volte maggiore di quella dell‘ occhio umano, che ne arriva a selezionare una gamma di solo sette. La stessa luce, che all‘ apparenza sembrerebbe solo biancastra, è formata, invece, com’è noto, dalla composizione dei colori dello spettro solare.

A sua volta, questa stessa luce percepibile dai nostri occhi non è che una piccola parte di quella che non siamo in grado di vedere, ma di cui è invasa tutta la realtà cosmica. Basti pensare ai raggi ultra violetti, ai raggi x e ai gamma.

 La realtà in cui siamo inseriti, possiede quindi in sé qualità variamente percepibili, tanto da poter affermare che essa non sia poi così scontata ed evidente come appare. Così come non solo ciò che è usualmente visibile appartiene a tale realtà. Ad esempio, il nostro esistere è inserito in un universo sterminato, di cui solo una minima parte è visibile attraverso gli occhi; un’altra ulteriore lo è solo grazie a sofisticate apparecchiature, quella restante non sappiamo come venirne a conoscenza. Eppure vi siamo dentro, vi apparteniamo, questa è la realtà, conosciuta e sconosciuta, che appartiene comunque al nostro esistere.

Volare, desiderare la libertà del volo, possedere ali….Icaro è un mito nato da questa intima aspirazione dell’uomo. Sublimità del potersi lanciare negli infiniti spazi, liberati dal peso del corpo cui è ancora a tutta la fisicità a noi nota. Volare per andare, forse, a carpire il fuoco divino, la conoscenza. Ma ciò che è divino non si lascia afferrare dalla sola intraprendenza umana: per averlo desiderato, la cera di quelle ali si scioglie e l‘uomo precipita con il suo orgoglioso progetto.

Resta il desiderio del volo.

Questo anelito può essere assecondato soltanto dall’immaginazione, dal pensiero, dall‘intimo „io“, cui appartiene però la propria fisicità, che è  „barriera“ a tale desiderio…Questa doppia essenza, fisica (sensoriale) e interiore ( psichica, conscia ed inconscia, spirituale…), aspira comunque ad alti e liberi spazi; tuffarsi nell’aria, nella luce, nell’iridescenza, nel sub-limen…. Giocampo

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