Curatore d'Arte

Giampaolo Gentili

Giampaolo Gentili Giorgio Bertozzi Neoartgallery  - 12

Le opere di Giampaolo Gentili, che i miei occhi hanno da subito percepito come altamente “diseducative”, offrono allo sguardo attento e curioso del passante in galleria, l’insolita possibilità di immersione in un immaginario onirico – di posti sognati o desiderati – almeno quanto reale – di posti conosciuti – lasciando libero l’orizzonte quasi tattile dell’immaginifico e dell’elaborazione visiva, senza “educarlo” ad una vincolante percezione. Quale migliore approccio dell’arte se non quello di trasgredire dai canoni del reale e del dato? (Annalisa Ricciardi – “Sotheby’s Institute of Art Library”)

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Creare un oggetto artistico nuovo per superare gli schemi Dotare l’arte di un’estetica legata saldamente alla realtà che viene contemporaneamente interpretata. Ciò che solo il punto di vista di un fotografo sa cogliere unito alla capacità di interpretazione della realtà di un pittore…Questo è l’obiettivo di Gentili, “rivoluzionare” uno schema per “evolvere” il concetto di arte che non dovrebbe mai avere confini! Il suo stesso percorso artistico lo dimostra: nasce come fotografo professionista, ma ben presto studia l’arte pittorica perché sente forte l’esigenza di completare “il cerchio”…strada senza un punto di arrivo, sempre all’interno di una traslazione continua, evolutiva. Grazie all’amore per vari stili pittorici, espressionismo  in particolare, arriva a studiare dei “pennelli” conciliabili con il realismo fotografico, aspetto a cui Gentili tiene molto, un patto tacito con la realtà, perché la realtà stessa è Arte, se la si sa osservare…

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L’essere umano è l’opera d’arte più grande. Questa nuova e geniale tecnica, consente di ottenere gli effetti pittorici desiderati, senza collage digitali o artificiali, ma tramite l’utilizzo degli scarti industriali dell’uomo, in presa diretta, nell’attimo della registrazione della scena. Infine l’oggetto artistico, che diviene un dialogo tra pittura e fotografia, si concretizza, con pigmenti su tela, altri supporti, o con una tecnica mista tramite acrilico trasparente: l’Artista non vuole tracciare confini, continua esplorazione, evoluzione appunto. Questi “scarti industriali” non sono una coincidenza, un caso…l’uomo di oggi, iper consumatore, inquinatore che sta svanendo tra i propri rifiuti.L’Artista vuole dimostrare come il recupero di un oggetto gettato, privato di valore, possa invece dar vita a qualcosa di bello…L’uomo deve reimparare a vivere, partendo dalle cose semplici. E’ il cerchio di Gentili che si chiude, è la critica che egli muove e che fa parte in maniera più ampia della stessa scelta di vita, quella di vivere con poco insieme alla moglie Basak a bordo del proprio veliero e in armonia con la natura circostante, unico vero tesoro a cui l’uomo dovrebbe tornare a tendere: scelta di vita, iniziata nel 2008, e spiegata perfettamente nel libro autobiografico, pubblicato in Italia nel 2013. (Alp Bartu)

 

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