Ulisse e l’Odissea di Tiziana Morganti

Ulisse
il Mito e il Mare
Un insieme di opere che danno bene l’ idea di un’ animo sensibile, inquieto, fervido, contemplativo.
Attraverso l’ eterno e sempre risorgente veicolo del Mito greco e di quello di Ulisse in particolare che, nel corso dei millenni, ricompare continuamente generando, di tempo in tempo, sia il più profondo ricordo della Classicità sia il più spericolato spirito avanguardistico. Ulisse, l’ eroe che congloba in sè il positivo e il negativo. Astuto e crudele, forte e spietato, generoso e altero. Enigmatico quanti altri mai.La Morganti ha composto, in tal senso, una serie di quadri che non si potrebbero pensare più accurati, perfetti. Nella visione del Mito rifulge la sua abilità sottile di grafica impeccabile unita a una cospicua attitudine a un nitore cromatico che resta tale persino nella più accentuata oscurità. Così Tiziana Morganti può agevolmente mettersi nella posizione di colei che scruta il passato avvertendolo remotissimo e pure ancora desiderabile e forse attingibile.
Ritorna in queste opere delicate e intime quella dimensione del realismo magico che nel nostro Paese sostenne, tanti anni fa nel secolo scorso, il lavoro di maestri eletti come Antonio Donghi e questi, a loro volta, guardavano lontano verso il Romanticismo tedesco dell’ Ottocento di un . Su questo tipo di tragitto entra con spontaneità e immediatezza una artista di oggi come la Morganti. Anche lei guarda da lontano e guarda le sue stesse opere che rappresentano persone ( e animali, uno dei quadri più belli è dedicato al cane Argo) che guardano immobili un paesaggio altrettanto immobile e remoto.
Persino il mare su cui passa la nave antica è fermo e arcaico, quasi fosse stata prelevata da un vaso greco.
C’è nella nostra artista quel singolare bilanciamento tra un limpido sguardo e un sentimento oscuro che proprio sul quadro trovano un punto di felice sintesi altrimenti inattingibile. Ne scaturisce non tanto un’arte rievocativa di storie e avventure quanto un’ arte evocativa di stati d’ animo e reconditi pensieri.Come a dire che la venerazione della classicità ( che si avverte anche nei quieti versi che accompagnano la mostra) si incunea nelle nostre menti fino a provocare una sorta di incantesimo.
Indietro non si torna e avanti si stenta a procedere.
Da qui nascono queste opere fragili e solide insieme.
Una esperienza estetica notevole e degna di convinta adesione.
Claudio Strinati
Storico dell’arte

Ulisse
il Mito e il Mare

Il mare. E’ l’elemento mitico per definizione, anzi l’incarnazione nell’immaginario umano del Mito stesso, il primo elemento; prima di ogni cosa il mare è. Il viaggio come metafora del percorso esistenziale, e in Ulisse si configura il viaggiatore in assoluto, l’eroe che percorre il Mistero anelando eternamente al suo ritorno. Nel mare egli vive dove si rinnova perenne il suo destino, ed esso rappresenta da sempre agli occhi dell’Uomo l’infinito cosmico dove si consuma la parabola del Fato, è il tramite ideale con gli eventi celesti, traccia visibile dell’Assoluto e imperituro. E nel mare gli eroi e semidei nostri antenati, Giasone, Enea, Ulisse e tutti gli altri audaci che osarono il grande viaggio, folli marinai dell’incognito, ci lasciarono in dote lo spirito tenace del loro coraggio. L’evento espositivo si prefigge di raccontare o meglio di evocare, visivamente attraverso i dipinti di Tiziana Morganti e il commento poetico che direttamente si ispira alla sua opera pittorica, il senso e la profondità del Mito nel tentativo di ricongiungersi alle radici più remote ed affascinanti del proprio esistere. Nella pittura di Tiziana Morganti vi è già connaturata la materia e la maniera di questa ermetica indagine. Nel suo stile nitido e apparentemente classico vibra la surreale presenza della Divinità, dell’invisibile Mistero che contempla un’Umanità ideale fatta protagonista stessa dell’infinita vicenda. Nell’apparente immobilità del suo spazio, nella luce meridiana della sua pittura, si assommano taciti tutti i viaggi intrapresi e il loro fatale termine.Le liriche sono scritte e adeguate ai soggetti pittorici, nello stile evocativo e atemporale che è proprio dell’autore. Lo scritto di volta in volta è affiancato al tema del dipinto e alla sua resa pittorica.
Luigi Massimo Bruno
Scrittore

Il richiamo della classicità quattrocentesca, sopratutto il fascino dell’enigmatica perfezione leonardesca, è stato da sempre, fin dalle intuizioni infantili, il prepotente desiderio di Tiziana Morganti tanto da cimentarsi sin da piccola nella elaborazione di studi e copie da dipinti cinquecenteschi.
Nata a Roma, si diploma disegnatrice grafico-pubblicitaria, lavora come illustratrice alla “Edizioni Play-Press”, dove collabora come ritrattista di personaggi famosi per riviste giovanili.
Nell’89 si trasferisce a Toronto ( Canada ) dove enumera preziose esperienze di lavoro insegnando disegno e pittura alla ” Trinity Bellwoods Program” e si diploma fumettista e “cartoonist” alla ” George Brown College”.
Rientra a Roma iscrivendosi nel ‘99 alla Scuola di Arti Ornamentali dove, fino al 2005, approfondisce e completa la sua ricerca nel campo strettamente pittorico.
Intanto, già negli anni di apprendistato scolastico, inizia il suo iter espositivo.
E’ presente con ” La città moderna” alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, espone al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado, in Puglia al Museo di Maglie, a Napoli alla Sovrintendenza per la Campania.
Ormai la sua presenza nell’originale rivisitazione della classicità è apprezzata e stimata.
E’ invitata spesso ad esporre in strutture ed istituzioni pubbliche: al Museo Archeologico di Lavinium a Pomezia, in Corsica al Municipio di Penta di Casinca, all’Archivio Centrale dello Stato.
Partecipa alla collettiva ” Quintessenze” alle Scuderie Aldobrandini di Frascati. E’ con una sua “personale” alla galleria Angelica di Roma intitolata ” Dalla Realtà al Mito ” che è poi ormai il suo percorso creativo fondamentale.
Partecipa al Premio Sulmona nel 2010 e, tra i suoi più recenti eventi, espone all’Ambasciata dell’Irak presso la Santa Sede nel 2013 e nello stesso anno è con una sua ” personale ” al Wall Street Institute a Roma.
Tiziana Morganti riassume in tutte le sua esperienze, pur sofferte e complicate da difficoltà familiari ed esistenziali, un costante , inesausto desiderio di atemporale armonia, rinunciando deliberatamente in nome del suo ideale estetico, distante e atipico dalle controverse tendenze contemporanee, alle possibili sicurezze di una vita agiata e serena.
Nei suoi dipinti, in definitiva, l’artista trova lo spazio immaginario, il luogo stabilito e amato dove come lei stessa dice :” Io sono ciò che dipingo e dipingo dove vorrei essere “.

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